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Wolfgang Amadeus Mozart

Requiem in re minore K 626  
per soli coro e orchestra

Coro e Orchestra 
della Camerata Polifonica Siciliana

Claudia Caristi soprano

Francesca Aparo contralto

Domenico Ghegghi tenore

Dario Russo basso

Direttore Giovanni Ferrauto

 


PREVISIONI  METEO E WEBCAM


Per inviare  notizie, 
eventi, fatti e collegamenti:

postmaster@oraziorusso.it

PROSSIMAMENTE >>>> Paco Rabanne, per la prima volta nella storia della moda, realizza abiti con metallo, plastica, carta, materiali del tutto ‘inconcepibili’. Inventa, con le sue azzardate creazioni, una nuova relazione tra abito e corpo, giocata sul concetto di "non-portabilità": una non-portabilità ostentata ed esplicitamente rivendicata in nome della modernità. Lui stesso narra la genesi di questa idea anticonformista, avvenuta alla metà degli anni '60: «… seguivo non solo l'aria, ma anche l'arte del tempo. Una rivoluzione fantastica, armata di nuovi materiali. L'architettura rinunciava alla pietra, la pittura alla tela, la scultura al marmo. I fili di ferro di Soto, il neon di Martial Raysse e i mobili gonfiabili invadevano le gallerie. A mia volta, nell'ambito di una società in piena mutazione, invece che ago e filo, ho scelto la pinza e il cannello. Cerchi di rhodoid, triangoli di alluminio legati assieme con anelli e rivetti metallici: defilé scandalosi di vestiti non portabili» La non-portabilità come provocazione, nella scelta dei materiali e, soprattutto, nella modalità di realizzazione: la giustapposizione di moduli geometrici, assemblati per mezzo di anelli metallici, rompe l'illusione del tessuto continuo, esponendo il corpo ad una visibilità intermittente. La seduzione si sprigiona da tutto il corpo, non più solo da quelle aree tipiche della cultura convenzionale. Il vestito di Rabanne, non avvolge, non isola, non è un naturale rivestimento del corpo né tantomeno una struttura neutra da cui sentirsi protetti; è un elemento percepibile con tutte le facoltà sensorie: per il peso e consistenza, per il rumore che produce col movimento, per la capacità di interagire con la luce, riflettendola, e, ovviamente, per la maliziosa visibilità che si svela agli occhi di chi osserva. Le sperimentazioni di Paco Rabanne provocano reazioni contrastanti: Chanel dice di lui: « non è un sarto, ma un metallurgico», mentre Salvador Dalì lo considera il secondo genio di Spagna, dopo di lui; è, comunque, impossibile prescindere dalla portata innovativa delle sue creazioni. Crea uno stile unico nella moda e un immaginario che connota profondamente l'epoca, influenzando anche il cinema e la fotografia. Il décor avveniristico di alcuni film degli anni '60 e '70 (episodi di James Bond e Barbarella, con Jane Fonda, ad esempio) si ispira ai suoi modelli. Grandi fotografi di moda, da Richard Avedon a Jean Loup Sieff a Guy Bourdin, contribuiscono a diffondere il fascino delle sue amazzoni siderali. Nel 1969 realizza un libro di fotografie con Jean Clemmer, dal titolo "Nues". Nelle immagini, in bianco e nero, Paco Rabanne, con le sue creazioni in metallo, ‘veste’ la nudità delle modelle, per esaltare un concetto di erotismo e sensualità estremamente moderno. In mostra abiti, gioielli ed accessori dal 1966 ad oggi, e 50 fotografie di Jean Clemmer tratte dal libro "Nues", ripubblicato per l'occasione da Carla Sozzani e Paco Rabanne. >>> Biografie Paco Rabanne (Francisco Rabaneda y Cuervo) nasce nel 1934 a Passages de San Pedro, nei paesi baschi spagnoli. Dopo la cattura e l'uccisione del padre, da parte delle truppe franchiste, nel 1939, la famiglia si rifugia in Francia. Studia architettura all'Ecole Superièure des Beaux Arts di Parigi dal 1951 al 1963, dove riceve un’educazione aperta al progresso di tutte le discipline artistiche e le istanze intellettuali dell'epoca, gli anni che collaudano forme di espressione nuove. Gli studi di architettura gli insegnano a ragionare in termini di volumi e di spazio, e, soprattutto, ad obbedire alla logica dei materiali. Per mantenersi all’università, inizia a disegnare accessori per la moda, mondo che conosce grazie all'attività della madre, assistente di Balenciaga. Nel 1965 appare per la prima volta la firma Paco Rabanne per degli accessori in rhodoid: orecchini, occhiali, caschi. Il 1° febbraio 1966, debutta con la collezione-manifesto all'Hotel George V di Parigi: modelle di colore, a piedi nudi, indossano "12 vestiti importabili in materiali contemporanei", danzando sulle musiche di "Marteau sans maître" di Pierre Boulez. E' l'inizio di un susseguirsi di incessanti sperimentazioni sui materiali che contrassegneranno tutta la sua carriera: vestiti in metallo, carta, pelliccia a tricot, pelle fluorescente, pelle e legno, jersey d'alluminio, piume, plexiglass e fibre ottiche, latta, rame, skai. Disegna scarpe, firma profumi e lancia nel 1976 la collezione maschile. Nel 1969 pubblica presso le edizioni Belfond il libro "Nues", con fototografie di Jean Clemmer. Nel 1999, dopo oltre trent'anni di carriera, affida a Rosemary Rodriguez la realizzazione delle collezioni, riservandosi la direzione artistica della casa. >>>>> Jean Clemmer, nato il 24 Marzo 1926 nel Neuchâtel (Svizzera), si diploma in Belle Arti nel 1945. Scopre il movimento surrealista dalla lettura attenta della rivista Minotaure, organo ufficiale dei surrealisti. Nel 1962 inizia a dedicarsi alla fotografia. E’ un anno determinante per la sua formazione e carriera, conosce Dali e Paco Rabanne. Nel 1969 realizza il libro “Les passion selon Dali” e “Nues” con Paco Rabanne. Muore nel 2001.  


INFO
postmaster@oraziorusso.it

 

 


da sinistra Principessa e Piccolina, in primo piano, Musone e Mammina

[ Quattro dei miei sei gatti hanno detto:
c'è la siamo voluta la bicicletta? adesso pedaliamo.. ]

 

 

 

 

 

25 gennaio 2012

[ LE SCATOLE NERE DEGLI ITALIANI ]

Tra Assicurazioni e Navi eccoci arrivati come con lo Spread a quello che oggi è sulla bocca di tutti e che tutti gli Italiani impareranno a conoscere: 

LE SCATOLE NERE

Nel caso della Concordia dell'isola del Giglio pare che non funzionassero... invece funzioneranno benissimo quelle delle Assicurazioni!!!
Tutti in giro con le Scatole Nere immancabilmente al loro posto mentre le altre, quelle vecchie e conosciute da sempre, gireranno a non finire. Avremo l'agognato sconto sull'assicurazione vedendo naturalmente ridotta, ancora una volta ai minimi termini, la nostra Privacy. Infatti cosa dovranno controllare le famose scatole? Sicuramente la posizione del mezzo, l'ora dell'impatto, la velocità, ecc. ecc.
Non potremo dire di essere stati altrove. tutti integerrimi con mogli, amanti, fidanzate, datori di lavoro, amici. Saranno lette anche dal Fisco? Si potrà rilevare se andiamo in vacanza, dove andiamo, tipo sulla spiaggia sotto casa oppure a Rimini, Riccione, Sanremo? Oppure se andremo a sciare a Cortina? Se usciamo per il weekend. Quanti chilometri percorriamo in un anno. Se siamo risparmiatori di benzina oppure facili nel consumo? Segno incontestabile di ricconi e scialacquatori di patrimoni probabilmente sottratti alle tasse. Cosa dite? esiste la privacy a nostro soccorso? non potranno essere lette da altri che non siano le Società assicuratrici? 

Per tornare ancora sulle scatole, ormai pestate a dovere, non credo che il problema sia se l'incidente ci sia stato o  no. Quanto il costo delle riparazioni.. o mi sbaglio??

 

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PRESTO IN RETE: [ PERCHE' L'ITALIA HA IGNORATO
 LA SICILIA DI QUESTI GIORNI? ]

 

23 gennaio 2012

Riflessioni TERRA TERRA 
Ma guarda che bello..  oggi i Forconi e i Tir in Prima Pagina.. che strano.. fino a ieri c'era la [ CONCORDIA ] adesso la [ DISCORDIA ]  ...bene non ditemi che non l'avevo previsto... (vedi più in basso il punto 2 di "QUELLO CHE NON SOPPORTO") ...adesso la cosa è un poco più grave delle altre volte. 
[ ADESSO E' QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA! ]

 

22 gennaio 2012
Intanto beccatevi i commenti a questa bella pagina di Andrea Lodato da SICILIAWEB:

Se la rabbia rompe il sistema
di Andrea Lodato


C’è rabbia e rabbia. C’è quella tollerabile perchè scorre sui binari del sistema, la si controlla più o meno, si sa da dove parte, si sa dove arriva e c’è, da parte di chi viene persino contestato, anche la consapevolezza che, alla fine, dialogando, parlando, mediando qualcosa di buono se ne trarrà persino in propaganda per la propria causa.

Guai, invece, se la rabbia esce fuori da quedi confini, se parte da chi non è esattamente allineato e coperto, da chi è difficilmente riconducibile a un partito, a un capetto, a un leader. O, peggio, se qualche riferimento politico c’è, ma è di quelli che, piacciano o si detestino, risulta davvero difficile governare. Metti, per puro esempio, un movimento di estrema destra, metti... 

(continua su  http://www.demosweb.it/

e sul blog di Lodato http://blog.lasiciliaweb.it

 

 

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20 gennaio 2012

[ MI SEMBRA NORMALE CHE TUTTI  
SIANO AFFETTI DALLA SINDROME DEL REX
]

Chi non ricorda una delle scene più "forti" del film di Federico Fellini "AMARCORD"

 

...e poi c'è un proverbio siciliano che recita:

[ Lu immirutu 'mmenzu di la via,
non si guardava lu immu ch'avia. ]

 

 

[ NEL GIORNO IN CUI AFFONDA L'ITALIA [S&P]
AFFONDA ANCHE LA CONCORDIA ]

E' SINTOMATICO: QUANTO COSTA COSTA ORMAI VA TUTTO IN MALORA !!!!

15 gennaio 2012

Sembra un paradosso ma la tragedia della nave Costa Crociere "Concordia" ha tante, forse troppi punti in comune con la situazione italiana ed europea [ trovate voi i punti in comune tra le seguenti riflessioni ].
1)
Nonostante tutti gli strumenti più sofisticati per la previsione della rotta da seguire siamo andati a finire sugli scogli.
2) Questo, ormai è chiaro, è successo perché ha contato di più la consuetudine di una pratica fra chi comanda [compagnie, nave, porti, sindaci] che una vera necessità per i croceristi all'oscuro dei pericoli.
3) Non si può affidare la responsabilità della vita di tante persone ad un inetto [ si è giustificato: gli scogli non erano segnalati!!] che pensa: tanto i passeggeri sono tutti con me.. sono d'accordo con il loro comandante.
4) La tranquillità degli elementi ha partecipato ad un abbassamento della guardia. In effetti gli elementi negativi covavano sotto... e i provvedimenti del caso tardavano ancora a venire nell'illusione... tanto forse non affonda!!!
5) [Ancora perdono tempo] come se tutti i passeggeri, secondo loro, fossero a cena quindi fuori dalle cabine... ma chissà quei dispersi.. forse... i rumori... l'acqua... lo sbandamento immediato della nave... [l'inquinamento è sicuro: la nave sprofonderà]
6)
Le regole valgono solo per i piccoli. I grandi fanno di testa loro e nessuno dice nulla 
[ L'isola del Giglio è un Parco ambientale con forti divieti al diporto nautico anche a vela...]

 

 

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Extra Strength

Photos by Steven Meisel

da www.vogue.it

Sembra che sia rimasto solo lui [ Steven Meisel ] l'unico vero fotografo al mondo. 
Solo lui capace di avere questa divina sintesi primordiale di bellezza, solo lui ancora affascinato dall'essere fotografo innamorato della fotografia. Tutti gli altri sembrano fare di tutto per camuffare questo amore; cercano in ogni modo le difficoltà, le immagini introverse, i trucchi, l'artefatto, i significati e le simbologie recondite. Le immagini di Steven invece continuano ad avere la freschezza del desiderio e la forza liberatrice dell'azione.

Sono immagini belle, bellissime eppure di una semplicità ch'è disarmante e confortante allo stesso tempo. 
Ti chiedi come mai non le hai pensate tu per primo e allo stesso tempo sai che puoi realizzarle benissimo perché non ti manca nulla per farle. E' la forza della semplicità e la sicurezza di sapere ciò che ti piace e ciò che può piacere agli occhi degli altri. 
In quanto a [ Vogue ] resta ancora la più bella rivista di  [ FOTOGRAFIA ]  e di costume.

 

 

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Quello che non sopporto...

Non sopporto che facciano i salvatori  della Patria.  
Vogliono contrabbandare questa folle manovra repressiva, recessiva, ingorda, irrispettosa, da servi della gleba, offensiva dell’intelligenza, in alcuni casi anche controproducente per lo Stato, per quella che salverà l’Italia.

[ Oggi 20 dicembre 2011 ]  Sentite quello che vi dico: al massimo fra tre mesi sorgerà come da uno scrigno magico la necessità di fare un’altra manovra.

Così in avanti senza fine per due motivi fondamentali:

1]      Non si fanno le Manovre per inseguire la Borsa. Questa corre ed è più veloce di qualsiasi manovra. Soprattutto è insaziabile e bisogna fermarla con regolamenti e sistemi più tecnici che apparenti senza lasciarla in balia dell’umore dell’investitore-giocatore il quale non tiene in nessun conto il valore reale delle aziende sulle quali specula.
Le manovre infatti vengono bruciate e assorbite velocemente dai mercati.

2]      I tagli della spesa devono essere la parte più rilevante della manovra. Tassare di più non serve a nulla. Perché più si incassa e più si spende e si deprime l'Economia. Devono continuare ad esistere solo gli investimenti e le spese produttive anche se gli effetti verranno recuperati nel lungo periodo. E per investimenti intendo anche quello che normalmente può venire considerato un’eresia come aumentare le pensioni, gli stipendi,  i finanziamenti alle imprese (controllate) e le liberazioni. Questo farà riprendere i consumi  e la produzione (con conseguente maggiore incasso di Iva, tasse e tributi) e ripristinerà la fiducia nel futuro che è l’unico motore per una sicura ripresa. Fare inoltre attenzione a quando l’evasione fiscale e contributiva è di natura strutturale e di sopravvivenza per evitare il blocco totale dell’economia delle zone interessate col rischio di grandi tragedie e di conseguenti sommosse popolari.

Questo, mi dispiace ammetterlo, porta solo verso una direzione: abbandonare l’Euro (così come e concepito adesso) e le sue pastoie. La svalutazione della Lira porterà almeno due cose positive:

1]   Le merci che importiamo costeranno di più favorendo la produzione Italiana

2]    Le merci italiane, il mercato del lavoro, i viaggi nel nostro paese costeranno di meno favorendo l’Export, il Turismo e gli investimenti stranieri.

Sarò l’uomo della strada in fatto di Economia ma penso che i fatti mi daranno ragione perché tutto questo porterà ugualmente al fallimento dell’UE, dove avverrà che neanche i paesi più forti potranno salvarsi ( a chi venderanno i loro prodotti ??), e della moneta unica.

A conforto della mia tesi:
Le ultime riflessioni di Tremonti:

L'ex ministro dell'Economia dal programma tv di Lucia Annunziata attacca la manovra del governo Monti: "E' troppo sbilanciata dal lato delle tasse. Un pensionato si ritrova bolletta, pieno di benzina, riscaldamento, casa, addizionali e tra poco anche l'Iva. Tutto questo è eccessivo. Il rigore poteva essere fatto soprattutto riducendo la spesa pubblica". 

Vedi articolo su Il Giornale 

 

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BACI BACI BACI... NEGATI
OVVERO IL RITORNO AL MEDIOEVO

 

 

L’ho sempre detto e nessuno mi può contraddire [forse..]: quando anche solo tre persone la pensano allo stesso modo io prontamente mi dissocio e faccio il bastian contrario.

Certe volte a sentire i giornali., le televisioni, e gli atri mezzi di informazione si ha l’impressione che nulla sia cambiato dal Medioevo: è arrivata   la Santa Inquisizione.

Ma davvero i manifesti della Benetton possono ispirare queste riflessioni, commenti, preclusioni? NON E’ POSSIBILE!!

 

L’amicizia-fraternità-militanza globale rappresentato dal bacio alla maniera russa 

 

 

[vedi Breznev-Honecker ed è questo il messaggio e non può essere altro, non si può certo pensare che c’entri in qualche modo il sesso o l’amore],

può ancora scandalizzare o portare a giudizi così negativi?

Se c’è da ridire qualcosa invece è che l’ultima campagna Benetton è veramente brutta. Ma non per tutto quello che si è detto contro o per quello che mi accorgo ancora scandalizza: è brutta perché è brutta!! Stop!

 

 

Sono brutti questi politici, sono brutti questi personaggi, sono brutti i colori, sono brutti questi baci da ribrezzo. Brutto aver scelto quelle facce, proprio quelle, aver dovuto modificare quelle labbra in baci così freddi e schizzinosi da infettati virali, storpiando pure i contorni del viso per obbligarli ad un gesto non voluto, senza la libertà del desiderio ma nella costrizione del dovuto politico-celebrale. Meglio allora tanti baci veri, scegliendo magari persone innamorate [uomini e donne, uomini e uomini, donne e donne]
Meglio, indubbiamente meglio, il video proposto nella stessa campagna Benetton. E ancora meglio [diremmo: + meglio]  la vecchia campagna, sempre Benetton, di Toscani con i due bellissimi giovani che si baciano e che nonostante la condanna ad una vita da religiosi hanno saputo far vincere su tutto la bellezza della vita e dell’amore.

Poi, infine, che il tema in questione sia sfruttato per una campagna pubblicitaria con lo scopo finale asservito al mercato, non mi dispiace affatto. Lo trovo perfino giusto! Che almeno i soldi servano a questo, che servano a diffondere i rapporti tra le persone, che almeno ci facciano fermare un attimo a pensare e ragionare su questi temi. 
Che ancora oggi si abbiano scrupoli anche su questo mi fa sorridere. Siamo tutti completamente sommersi, in ogni momento della nostra vita di relazione, dalla pubblicità e da questa non si salva nemmeno l’eremita della più sperduta montagna del globo. Questi quando si sveglia la mattina e si affaccia verso valle guardando la meravigliosa alba del sole non fa che assistere al più bel messaggio pubblicitario che Dio abbia creato per il buon futuro della Terra. 

LA VITA

Ecco la comunicazione ufficiale BENETTON:
Campagna mondiale UNHATE. Con la nuova campagna mondiale di comunicazione United Colors of Benetton invita i leader e gli abitanti del mondo a combattere la “cultura dell’odio” e dà vita alla Fondazione UNHATE 

Ponzano, 16 novembre 2011. Gli odi non cessano mai grazie all’odio, cessano grazie al non-odio. Questa profonda e umana idea di tolleranza riassume i principi ispiratori della CAMPAGNA UNHATE, che Benetton ha creato con l’obiettivo di contrastare la cultura dell’odio promuovendo – con un global call to action e con gli strumenti più innovativi della comunicazione - la vicinanza tra popoli, fedi, culture e la pacifica comprensione delle ragioni altrui. La campagna mondiale di comunicazione UNHATE, prima iniziativa della omonima Fondazione appena costituita, sarà presentata in anteprima mondiale da Alessandro Benetton, Vice Presidente Esecutivo di Benetton Group, mercoledì 16 novembre a Parigi, presso il flagship store di boulevard Haussmann.

Se l’amore globale rimane una sia pur condivisibile utopia, l’invito a ‘non odiare’, a combattere la ‘cultura dell’odio’, rappresenta un obiettivo ambizioso ma realistico – spiega Alessandro Benetton.Con questa campagna abbiamo deciso di dare visibilità mondiale a un’idea alta di tolleranza, per invitare i cittadini di tutti i Paesi – in un momento storico di grandi turbamenti e non meno grandi speranze - a riflettere su come l’odio nasca soprattutto dalla ‘paura dell’altro’ e di ciò che non si conosce. La nostra è una campagna universale, che utilizza strumenti come il web, il mondo dei social media, l’immaginazione artistica, e unica perché chiama all’azione coloro ai quali si rivolge, i cittadini del mondo. Al contempo, è pienamente inscritta nei valori e nella storia di Benetton che, scegliendo temi sociali e promuovendo attivamente cause umanitarie che altrimenti non avrebbero potuto essere comunicate su scala globale, ha dato senso e valore al proprio marchio, costruendo un dialogo duraturo con le persone del mondo.

 

 

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LA PANCIA NON C'é più...

Vi ricordate quello spot in cui un uomo sognava di essere grasso e di avere una pancia grossa, enorme, ingombrante e al risveglio la  pancia era sparita? Era lo spot di un olio per condire, se non vado errato l'olio Sasso. Al risveglio, liberato da quell'orribile fardello, l'uomo saltellava di qua e di là felice gridando "la pancia non c'è più... la pancia non c'è più".
Bene oggi ho rivisto quell'immagine in tutti quelli che hanno inneggiato al tracollo di Berlusconi. Ho trovato il tutto...  (continua)

 

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Leggi [ SE VUOI ] "LA CODA DEL DIAVOLO"


Su alluvione Genova.. e il resto.

 

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Vogue aprile 1960 - foto di  Henry Clarke [ La Classe non è acqua ]

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PINO DANIELE

Lui non lo sa.

Nemmeno Pino Daniele in persona credo si sia mai reso conto delle cose che ha scritte e cantate. Aspettarsela dagli altri, da tutti, questa ignoranza è normale; in fondo il mondo della musica leggera, delle canzonette non conta tanto, non è importante per le cose serie della vita, quelle che contano nelle primarie esigenze della nostra esistenza. Forse se ne è occupato la Borsa? oppure mister Barack Hussein Obama? No! nessuno di quelli che contano si è mai occupato di lui. Pino Daniele non esiste nelle agende dei nostri ministri e neanche nelle note dei nostri avvocati, notai, dottori, speziali. Non è un farmaco, non è una pratica immobiliare, nemmeno un alimento necessario al Terzo Mondo. Ripeto nemmeno lui si è reso conto di quello che ha fatto. E sono sicuro di una cosa: NON VE NE SIETE RESI CONTO NEMMENO VOI CHE LEGGETE QUESTE RIGHE.
Eppure lui è riuscito più di tutti quelli che hanno scritto di Napoli a tirare fuori l'anima di un POPOLO. E non solo di quello napoletano.

Non si tratta di osservare caratteristiche particolari e magari di colore antropologico: qui c'è la vita che sgorga fuori come da una fonte magica insieme a quelle note e con quelle parole. Se venisse un marziano sulla terra, che andasse alla ricerca dell'essenza dell'uomo, io farei così: lo metterei seduto di fronte al mare e gli farei sentire qualcosa di Pino e sono sicuro che capirebbe senza altri marchingegni e documenti. Tutto quello che noi siamo nella nostra essenza di uomini, quello che sappiamo fare, quello che proviamo, quello che vogliamo o quello che ci annoia, quello che ci fa vivere e quello che ci fa morire,  quello che resterà di noi, quello per cui è valsa la pena vivere, quello per cui vogliamo combattere, la tenerezza, la rabbia. 
Pino Daniele incarna la voglia di contraddire i nostri vizi di uomini chiusi in un destino che ci rende cancellabili come uno scarabocchio a matita su un foglio bianco:  siamo organismi vivi, esseri con un cuore, siamo fatti di carne e sentimenti e poco importa se moriremo e se crediamo o non crediamo nell'aldilà perché basta un soffio per raccontare gli istanti di tutta una vita e un soffio per scomparire per sempre. 
Ma fra duecento anni, quando i cammelli saranno d'acciaio e le mani di carbonio, le case illuminate con raggi cosmici e il nostro cibo saranno i liofilizzati, basterà una sperduta radio anche in un mondo desertificato, anche se lontana e con la voce flebile e leggera persa nel rumore del vento che però faccia vibrare le note di NAPULE E'.... per ritornare ad essere uomini eterni e indomabili come le rocce della Siberia.

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... E NOI STIAMO A GUARDARE?

[ Taormina - Giardini Naxos - Pensate cosa accadrebbe alle nostre coste 
se arrivasse una marea di petrolio ]

Da TRANIWEB  

 http://www.traniweb.it/trani/informa/17090.html

Ispezioni petrolifere nel nostro mare, nuovo allarme
Le associazioni Folgore e Demetra invitano gli Enti locali a stare in guardia

  lunedì 10 ottobre 2011

La società inglese Northern Petroleum ha comunicato che, al termine dell’estate, darà il via alle procedure che potrebbero consentire, in futuro, l’installazione di almeno 9 piattaforme per trivellazioni nel mare Adriatico in una zona compresa tra il Salento e la Provincia di Bari.

Il 28 luglio scorso il Ministero dell’ambiente ha dato l’ok a procedere alle ispezioni sismiche nel tratto di mare pugliese, utilizzando la tecnologia dell’air gun, come dichiarato senza remore dalla stessa British Petroleum. Il 5 agosto anche la società inglese Spectrum Geo Ltd ha presentato la richiesta di autorizzazione al Ministero dell'ambiente per eseguire ispezioni sismiche off shore con la tecnica dell'airgun finalizzate alla ricerca di petrolio. Queste ispezioni comprendono una estensione territoriale di oltre 30mila chilometri quadrati lungo tutta la costiera Adriatica da Rimini fino a Santa Maria di Leuca, investendo dunque Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia. Le ispezioni sismiche a mezzo airgun si eseguono tramite violentissime e continue esplosioni di aria compressa rivolte verso i fondali marini, Continua

 


Da IL JIOURNAL BLOG

http://www.iljournal.it/

Marea nera
anche nel Mediterraneo?
La Bp trivella entro ottobre 
nelle acque della Libia

Una marea nera anche nel Mediterraneo? Incrociamo le dita: la Bp inizierà al più tardi in ottobre le trivellazioni nelle acque della Libia. Precisamente nel Golfo della Sirte, proprio di fronte alle coste siciliane.

In base ad un accordo di due anni fa col governo libico, la compagnia scaverà cinque pozzi su fondali profondi fino a 1.700 metri. Il pozzo Bp finito fuori controllo nel Golfo del Messico si trova ad una profondità di 1500 metri.

Pareva che le trivellazioni Bp lungo le coste libiche dovessero attendere per mesi. Il Wall Street Journal ha rivelato che si tratta invece di settimane.

Ne parla in un articolo riservato per la maggior parte agli abbonati. Nelle poche righe in lettura gratuita, il quotidiano cita una dichiarazione di Shokri Ghanem, presidente della National Oil Corp, la compagnia petrolifera libica.

Egli afferma che la Bp, prima di avviare le operazioni in Libia, vuole avere la sicurezza che non si ripeta un altro disastro come quello del Golfo del Messico: e per questo serviranno al massimo due mesi. Si arriva ad ottobre, appunto.

Però il mare non conosce confini. Se capita qualcosa in Libia, la Sicilia è giusto lì di fronte. Qualche settimana fa, parlando con il Financial Times delle trivellazioni Bp in Libia, il ministro per l’Ambiente Prestigiacomo aveva dichiarato che i Paesi affacciati sul Mediterraneo dovrebbero parlare con voce comune, e che una moratoria potrebbe essere il giusto approccio per trivellazioni potenzialmente pericolose.

Condivido, sia chiaro. Però mi pare che il ministro Prestigiacomo dimentichi un particolare: il pulpito da cui ella parla.

Sono potenzialmente pericolose tutte le trivellazioni nel Mediterraneo, un mare chiuso, ricchissimo di vita e delicato. Lei invece, per quanto riguarda l’Italia, ha imposto una moratoria solo entro 5 miglia dalle coste, e entro 12 miglia dalle aree marine protette. Le trivellazioni libiche hanno tutta l’aria di uniformarsi ai suoi standard.

Sul Wall Street Journal la Bp inizia entro ottobre le trivellazioni petrolifere in Libia. Solo una parte dell’articolo è in libera lettura.

Un vecchio articolo di Afp con i termini dell’accordo fra Bp e Libia per le trivellazioni

Sul Financial Times il ministro Prestigiacomo e le trivellazioni in Libia. Per leggere l’articolo è necessaria la registrazione, che però è gratuita

 

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Ecco la Dea del '900

Coco Chanel, il suo profumo, il N.5, compie 90 anni...
ma non li dimostra affatto.

Rivoluzionare un mondo, quello della moda, è come inserire una leva grande ed immensa sulle fortune e il destino della terra. Tutto gira attorno a pochi elementi semplici ma fondamentali. Non è necessario un grande sforzo creativo ma quanto esigere dal destino una sorta di attenzione sognante e ammutolita. Il destino è sempre pronto a farsi soggiogare e aspetta solo un protagonista che lo renda schiavo. Un tocco di classe e di personalità che ammutolisce gli avversari e ti mette in primo piano perché nessuno può combattere quello ch'è solo tuo e per il quale solo tu conosci l'antidoto. Crederci e combattere è come lanciare una pallina sul tavolo della roulette, se va sul giusto numero allora tutto risulta vero e tutto fatalmente corre e ruota attorno alle fortune dell'idea incantatrice. 
E quelli di Coco erano elementi così semplici da essere divenuti nella Moda la più grande grande trovata del secolo: 
La donna che senza smettere di esserlo si avvicina all'uomo e ne cattura alcune sfumature, non come una sfida ad un mondo antagonista in competizione, come fino allora era stato, ma in un misto di complicità, alleanza e simpatia (come quella che in genere si prova per il ladro astuto ed intelligente) che esprime e mette in risalto una moderna femminilità protagonista che da questa appropriazione indebita ottiene risalto e una lunghissima fortuna per il nuovo secolo.

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Yara Gambirasio

Tanto per essere chiari.

Perché anche qui parliamo di Yara? Perché qualcosa è stato scordato ed è passato in silenzio in questa cortina di fredde nubi e nebbia che è la morte di una innocente tredicenne e la pietà umana ha lasciato il posto ad una rabbia sorda che ha il sapore  della sconfitta e dell'impotenza fin dall'inizio. (continua)


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Parliamo di cinema.

Gianni Amelio ti amo!!

  

Due libri, Il vizio del Cinema e Un film che si chiama desiderio (Edizioni Einaudi), che non possono mancare sul tavolo degli appassionati di Cinema (avvertenza: non bisogna tenerli in libreria, si tratta di due volumi da consultare continuamente e da leggere e rileggere sempre). (continua)

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La storia Infinita

di Orazio Russo

SICILIA

Al di là delle insostituibili e consolidate notizie storiche sulla Sicilia, che dovranno essere sicuramente considerate, referenziate, interconnesse con un tessuto urbano e umano fatto di pietre e uomini, (continua) 


Questo è l'unico filmato che non posso eliminare dal mio blog
sarebbe come privarmi di una gamba, di un braccio. 
I soliti reclusi di mente avranno da ridire?

Romy Schneider       Henri-Georges Clouzot's Inferno

Capolavori dell'uomo su questa terra e oltre..

 


 

NOTE DI POLITICA QUOTIDIANA

Nota: chi volesse aggiungere commenti, opinioni, o aprire un dibattito e scrivere su questa pagina, per adesso, può farlo inviando una e-mail firmata a: postmaster@oraziorusso.it  

 

 

Nel Bengodi dell’ipocrisia

Questa volta sembra proprio che ci siano riusciti.
Dopo anni di Silvio corruttore, Silvio stragista, Silvio mafioso adesso è diventato il “satiro” che carpisce la verginità di povere ragazze, candide ed innocenti.
Tutti a guardare dal buco della serratura di questo vecchio ricco ed arrogante Presidente del Consiglio. (continua)

 

Mors tua vita mea

 

Oh! Dio! Ma non l'avete ancora capito? 
Dai.. avanti, non ci vuole molto... è così chiaro!
Ci hanno preso per scemi (da noi si dice "ammucca lapuni"), non c'è dubbio su questo. Tutti questi grandissimi santoni e profeti, immacolati e senza macchia. Non li vedete? con quelle facce da pretonzoli e penitenti sembrano innocenti eremiti. (continua)

 

Non è tutto Sant'Oro 

quello che luccica!

 

Alberto Sordi nel film di Federico Fellini "I vitelloni"

 

Leggo e riporto:

«Le prossime due puntate di Annozero andranno regolarmente in onda.  
E’ stata formalizzata la richiesta di arbitrato presentata da Michele Santoro contro la sospensione di 10 giorni decisa dal Direttore Generale Rai, Mauro Masi e di conseguenza, (continua)

 

[ VEDI ALTRI TESTI ]


 

Parliamo di Jazz

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l'onore della prima pagina tocca oggi a MUSICA JAZZ rivista storica (fondata nel 1945 e diretta per tanti anni da Arrigo Polillo) alla quale non mi sono mai abbonato (rivendico la mia libertà ogni mese di acquistarla ma non sono mai venuto meno all'impegno mensile da quando avevo 15 anni) e che oggi fa un grande passo avanti con un rinnovamento quanto mai puntuale e con una grande scommessa sul futuro. Bisognerebbe farle un MONUMENTO. Ma leggiamo tutto dalle parole del suo direttore Filippo Bianchi. (continua)

 


EXTRA URBAN

di Jozar Zibensky

 

Paesaggi extra-urbani, lievi, scorrevoli. 
Una emozione andante, mobile. 

Flash di un giorno che scorre e ritorna, 
come i ricordi di un mondo 
senza suoni extra, tranne quelli che hai dentro.


 

 

IMMAGINI IN VETRINA

 

 

 

Pierangela Messina

 


Aiman Mussakhajayeva
atmosfere da Magie Barocche 2005


omaggio ad Helmut Newton

 


omaggio a Cartier-Bresson

 


omaggio a Richard Avedon


Gruppo telematico in campagna elettorale

 


Alessandra Cormaci, dai lunghi capelli corvini, tra le rosse nubi.

 

  Monica

 


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