Piccoli sogni ad occhi
aperti... quasi un Blog
News
@ - Catherine Spaak
ANNI 60, senza parole (forse in seguito...)
@ - Chet Baker
Chet... sto ascoltando un
tuo brano.
Sento e penso che come me,
nel mondo, in questo stesso istante, chissà quanti altri uomini stanno facendo
la stessa identica cosa.
Il brano è “Estate”
che non è di Bruno Martino come tutti credono, ma tuo. Come i figli non
sono dei genitori che li hanno messi al mondo ma di quelli che li hanno allevati
e cresciuti, di quelli che hanno sofferto per loro con amore, di quelli che
hanno vissuto e lottato insieme a loro.
Guardo anche le immagini: tu
e la tua tromba, tu e la tua sigaretta, tu e la tua tristezza infinita, tu e il
tuo destino.
Una foto in assoluto riempie
tutte le mie visioni: sei seduto sul sedile posteriore di una Cadillac,
il solito mozzicone di sigaretta fra le dita distratte,
gli occhi socchiusi e bassi, il
sole sulle spalle, il traffico
attorno che scorre inesorabile e la maschera tagliente del tuo viso, asciugato
dal tempo insonne, sulla quale tutto scivola via, per sempre. Immortale.
@ -
Scarlett Johansson
Cliccando sul collegamento puoi vedere due tra le più belle
scene
degli ultimi anni: dal film "Lost in Traslation", regia di Sofia Coppola.
Delicatezza e un dolce alone di insicurezza per le cose dette e non dette.
Massima possibilità per lo spettatore di godere di ciò che il regista
pensa e ama,
ma anche massima libertà di intuizione personale.
Due scene basate
esclusivamente sulle sfumature dei sentimenti.
Per il video
16Mb QuickTime mov - per Windows XP e Mac
Per una
animazione fotografica (5Mb) QuickTime clicca qui
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animazione fotografica (1,5Mb) Windows Media
Se non avete QuickTime sul vostro computer potete scaricarlo gratuitamente
dal sito Apple (quì)
Lo dice un sondaggio di Ciak
L'attrice preferita di Woody Allen si è aggiudicata il titolo di miglior
attrice del 2006, secondo i lettori del mensile Ciak. Preferenze del 55%.
Per quello che mi riguarda è inutile aggiungere altro, e mi vedo
costretto a farlo perché credo che gli altri, e cioè tutti gli altri, (intendo
spettatori, critici, appassionati, uomini, donne, amanti del cinema e non), possono ammirare Scarlett
per tanti motivi, tutti validi, ma non hanno i miei di motivi, del tutto
personali...
@ -
1
CINEMA, CINEMA e ancora CINEMA:
Alcuni dei momenti felici della mia vita li ho passati al cinema .
Il cinema ti porta via e per due ore trasporta il tuo pensiero lontano dai
semplici giochi della vita. Realtà o finzione che sia, quello che rimane è un'aurea che avvolge l'anima di
un misterioso fluido magico. Il ricordo sopravvive per lungo tempo e condiziona
i giorni a venire. Spesso sono stato (quando ero ragazzo) quello che un film mi ha ispirato.
Pensieri, emozioni, immagini, musica, atmosfere, dopo la proiezione, all'uscita
dalla sala, turbinano nella mente e animano le cellule del tuo corpo. Un'energia
nuova, vergine, tutta da sperimentare che come un metronomo scandisce il tempo
futuro. Dei dell'Olimpo gli attori.
Guardate questo trailer di ROCCO
E I SUOI FRATELLI di Luichino Visconti e ditemi se quando si parla di
PATRIMONIO DELL'UMANITA' non siano questi quelli veri e assoluti.
Nell'anno 2.222 quando viaggeremo con il trasportatore digitale tra un
continente e l'altro e ci basterà un secondo per essere di fronte alla Statua
della Libertà vedremo sempre lo stesso ammasso di ferraglia che hanno
visto tutti, per secoli, immutabile... ma questo film saprà ancora emozionarci
e farci vibrare.
Marylin Monroe
Scandalo al
sole
Natalie Wood
Ingrid Bergmann
Gary Grand e Grace Kelly.... il sogno (Caccia al ladro)
Marlene Dietrich
Humphrey Bogart e Betty Davis Annamaria
Pietrangeli
L'Enfer d'Henri-Georges Clouzot Bande D'annonce Officielle
Avec Romy Schneider & Serge Reggiani
@ - MICHEY SPILLANE
Immagine da Kiss Me
Deadly : addio a Mickey Spillane.
Se ne va alla veneranda età di 88 anni il più duro dei narratori gialli
il creatore di quel misto di machismo/fascismo, tenero e romantico che era
Mike Hammer .
Tanti gialli suoi ho letto da ragazzo. Li trovavo veramente diversi
da tutti gli altri .
Avversato dalla critica per il suo mix di violenza, sesso e sangue, lo stile di Spillane fu avanguardia in epoca perbenista, poi ripreso da fumetti e dalla pulp
culture.
@ - Piero Piccioni
Ha composto centinaia di stupende colonne
sonore per i maggiori
registi italiani.
La prima passione di Piero Piccioni, nato a Torino il 6 dicembre 1921, fu il
jazz.
Fece il suo debutto alla radio (allora Eiar) nel 1938 e nel 1944, grazie a
lui, dai microfoni radiofonici prese il via una delle prime orchestre jazz
italiane. Si chiamava Orchestra 013 ed era diretta da Piero Morgan (nome
d’arte scelto in quel periodo dal compositore).
A quegli anni risale il sodalizio tra Piccioni e Alberto Sordi. Il musicista
divenne il partner musicale preferito dall’attore romano collaborando alle
colonne sonore di quasi tutti i film di Sordi: da Polvere di stelle a Incontri
proibiti , da Finché c’è guerra c’è speranza a Un
italiano in America . Piccioni divenne il più ricercato collaboratore dei
grandi registi italiani. Lavorò con Francesco Rosi, Mario Monicelli, Luigi
Comencini, Alberto Lattuada, Antonio Pietrangeli, Luchino Visconti, Roberto
Rossellini, Vittorio De Sica e molti altri.
Ma raccontando in modo sommario la vita dell’artista Piccioni/Morgan non
possiamo dimenticare l’amara vicenda che lo vide protagonista negli anni
cinquanta, quando la giovane Wilma Montesi, figlia di un modesto operaio, la
sera del 9 aprile 1953 fu trovata morta sulla spiaggia di Torvajanica. Sesso e
droga si disse furono la causa della tragedia e ad essere accusato furono Piero
Piccioni e il marchese Ugo Montagna, proprietario di una villa poco distante dal
luogo del ritrovamento del cadavere.
Lo scandalo ebbe enorme risonanza anche perché Piccioni era figlio dell’allora
ministro degli esteri democristiano Attilio.
Scagionato dalla sua ex compagna, l’attrice Alida Valli, e da altre
testimonianze i due accusati furono prosciolti con formula piena. Ma le
conseguenze di tali accuse provocarono le dimissioni del ministro, Attilio
Piccioni, e del capo della polizia Tommaso Pavone.
Il musicista Piero Piccioni, grazie alla stima dei registi riprese ben presto il
suo lavoro di compositore di colonne sonore con notevoli soddisfazioni ricevendo
molti riconoscimenti David e Nastri d’argento.
Tra le sue colonne sonore citiamo anche quelle di alcuni film di grande successo
come Il bell’Antonio di Bolognini, Il soprasso di Dino Risi, Salvatore
Giuliano di Francesco Rosi e il già citato Polvere di stelle di
Alberto Sordi. (G. S.)
@ -
CASABLANCA:
Un altro mito, Casablanca (1942).
Oggi sarebbe inimmaginabile pensare a Rick e Ilsa con volti diversi
da quelli di Humphrey Bogart e Ingrid Bergman , ma anche in questo
caso le cose sarebbero potute andare diversamente
Un nome che girava insistentemente per gli studios era quello di Ronald
Reagan , futuro presidente degli Stati Uniti. Ma per gli storici, quella fu
solamente una trovata pubblicitaria
In realtà, per la parte di Rick Blaine i produttori avevano pensato a George
Raft . Ma la Warner stava cercando una parte per Humphrey Bogart, e così il
ruolo fu suo
Per il ruolo di Ilsa, invece, era stata scelta inizialmente Hedi Lamarr ,
la quale non accettò perché il copione era ancora incompleto
La parte di Ilsa fu quindi offerta a Michéle Morgan , la quale però
chiese un compenso troppo alto. E così Ilsa ebbe il volto di Ingrid Bergman.
Vorremmo non dimenticare mai la musica, importantissima, fondamentale per
il film in questione. Una musica divina, bellissima. Di quelle che entrano
dentro l'anima e vivono di luce propria riconducendoti ai volti, alle sequenze, alle
luci ed ombre di un film entrato nella storia dell'uomo. As time goes by
- Dooley Wilson.
> su Youtube gli spezzoni più belli. Questo lo considero un
capolavoro. Basta guardare cosa può fare una grande attrice come Ingrid Bergman
solo con gli occhi:
http://www.youtube.com/watch?v=7vThuwa5RZU
@ - SPAZIO POESIA
Sere
d'autunno
Penso... saranno sere d'inverno fredde e desolate.
Ora solo il rumore del sole che scompare dietro l'orizzonte
e la musica delle stelle: LASCIA CHE
IL LORO CUORE DECIDA
Simili alle perle di un gioiello che cade e si frantuma,
i soffi del cuore scandiscono un tempo ormai finito, vinto.
La tua strada... ormai il dado è tratto.
La tua vita... sopra ogni cosa l'amore
perché anche solo un giorno il cuore vive
La tua musica si allontana dal resto,
una musica lieve come una brezza marina notturna
dal PROFUMO
DI DONNA.
Jozar Zibensky
L'Amore
L'Amore ,
non è amore se muta quando scopre un mutamento
o
tende a svanire quando l' altro s'allontana.
L'Amore
è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
l'Amore
non muta in poche ore o settimane,
ma
impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se
questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai
amato.
William
Shakespeare
@ - 2 CINEMA, CINEMA e ancora CINEMA
(tra gli amori della mia vita? ):
Orson
Welles:
" e in una scuola di cinema. E non avevo mai messo
piede su un set prima di girare "Quarto potere ". Senza dubbio
sono stato toccato dalla grazia di una totale ignoranza. Ho imparato tutto quel
c´era da sapere in tre ore, non perché sia particolarmente intelligente, ma
perché il cinema è semplice! Voi di certo avrete passato troppo tempo a
guardare film. Non chiudetevi troppo nell´universo cinematografico, come fosse
una scatola d´aringhe."
Rita Hayworth
(anche moglie di Orson oltre che attrice fatalissima nei
suoi film)
Ancora Welles:
"Sognate i vostri film, piuttosto. E prestate
attenzione all´incanto delle muse più perverse... la decadenza del cinema è
il risultato della glorificazione del regista. Ma l´attore è più
importante. Oggi il regista è l´artista più sopravvalutato del mondo.
Pensate ai grandi momenti del cinema: sono tutti in bianco e nero. Più
avanza il progresso tecnico, più lo spirito creativo va in declino. E io temo
che l´elettronica finirà per aiutare solo i film di terza scelta."
Ancora un omaggio (piccolo per ora..) a FELLINI
LA DOLCE VITA
Roma, via
Veneto
Anita Ekberg
@ - Mina (grandissima
cantante-donna ):
Sembra quasi scontato parlare di lei .
Cosa
c'è ancora da dire su Mina che non sia stato già detto: grande cantante, grandissima voce italiana, la più brava, un'estensione vocale di non so quante
note e ottave, una donna forte, terribilmente determinata e sicura di se, un
carattere fiero e unico..ecc. ecc.
Chi più ne ha, più ne metta; su di lei si sono spesi fiumi interminabili di
parole e poi, trasmissioni, interviste, sigle ormai indelebili nella
memoria, di programmi televisivi del sabato sera. Insomma su Mina abbiamo tirato fuori tutto
quello ch'era possibile, sfruttandolo all'inverosimile.
D'altronde anche la stessa
Mina non ha certo contribuito a cambiare le cose; spesso è rimasta muta a sorbire
tutto quello che gli altri avevano da dire su di lei, senza grandi reazioni o
smentite. A tutti ha risposto con un silenzio caparbio e violento. Violenza perpetrata anche verso coloro i
quali hanno amato in lei la cantante-donna e ancora l'amano di un amore viscerale. Ma
questi, è indubbio, amano un'ombra.. Mina
Mazzini, quella Mina, non esiste più e non ha più ragione di esistere. Il motivo è semplice, se ci pensate un
attimo: non esistono più, ne quelle
donne, ne quegli uomini a cui rivolgeva le sue canzoni. Sono cambiati,
e non è solo una questione di generazioni che si avvicendano; è una questione
soprattutto di sfumature che si sono perdute (tutto, se ci fate caso, nella nostra esistenza è una questione di
sfumature.. briciole di emozioni leggere come piume).
Oggi, se una donna guarda un uomo
arrivare, secondo voi, quale sarà il suo primo pensiero? Lo sguardo
è senz'altro simile, anzi perfettamente uguale, a quello di una donna di quarant'anni
fa, ma adesso è orientato su direttrici diverse, tipo: quell'uomo sarà bravo a
letto? sarà bravo a
sostituirla in cucina? Oppure: guadagna bene? E ancora: in strada ha
lasciato una Mercedes oppure una Fiat Uno?
Quarant'anni fa, questa stessa donna, avrebbe pensato
diversamente. La domanda, che prima di ogni altra, sarebbe frullata nei suoi pensieri,
allora prettamente femminili, sarebbe stata: quell'uomo è in grado di capire cos'è un anno
d'amore? , oppure... si renderà conto che un bacio è troppo poco per capire che
gli piaci? Sarebbe inutile e solo per pietà restare con lei che non lo merita , che perderà
l'ultima occasione e sarà tardi quando cercherà di lui! .
Quello che voglio dire, ricollegandomi alla nostra Mina, è che quelle sfumature erano le cose che
lei cantava e sospirava in quanto era la sola che potesse capire tutto
quello che c'è da capire .
La verità è che non esiste più quell'amore che rende
uomini gli uomini, e donne le donne. E' rimasto solo un miscuglio informe di
persone con anime tutte uguali, tutte forti, tutte dure, tutte furbe, con nessuna che aspetti in silenzio che l'altro si
accorga di lei, per sapere in fondo, quanto sei e come ti vuole ,
dal quale è
spesso difficile
distinguere l'identità maschile da quella femminile.
Insomma Mina, lei si, era una donna donna,
di quelle con con le sfumature , e da come modulava la
voce, appunto, dalle sfumature della
voce, potevamo capire quello che sentiva e provava per quest'uomo così
importante, così grande grande ma che in fondo però nascondeva il
ragazzo ch'era in lui . Quella stanza adesso possiede tutte le pareti ,
ma neanche un
albero o un soffitto viola dal quale intravedere il cielo sopra noi, che
restiamo qui abbandonati, come se non ci fosse niente.. più niente al
mondo .
Forse non riuscirò mai a spiegarmi
interamente su cos'era Mina .
Ma alla fine, cosa importa, tanto la differenza credo stia nel sentirle o no, le
cose, i sentimenti, le emozioni... e lei in quel meraviglioso periodo della vita
di tutti noi, per chi c'era e per chi ancora non c'era, le avvertiva
davvero e le trasmetteva. Adesso
riesce solo a cantarle.
Dalle belle pagine scritte su Mina ,
ne ho tirato fuori una, che mi
sembra possa collegarsi
molto alle cose che ho detto e penso. Per vederla >Clicca
Qui<
Oppure chi vuole visitare il sito ufficiale di Mina può andare
qui : http://minamazzini.com/index.php
@ - Richard Avedon:
«Se passa un
giorno
in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia ,
è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale .
E' come se mi fossi dimenticato di svegliarmi »
La mia giovinezza è stata deliziata da questa immagine di Marilyn
creata da Avedon.
La ricordo in copertina del libro " Marilyn dillo
tu!" di Floriana Maudente del '63 uscito
in occasione
della sua morte ed era parte integrante dei miei sogni di ragazzo.
Il mito
resiste...sempre!
@ - Un Cortile
(a
Catania... zona Castello Ursino )
L'incommensurabile, amico
fraterno, Gianni Sineri
ha scritto questa
piccola e grandissima poesia.
N'Cuttigghiu
C'era
n'cuttigghiu vicinu a lu Casteddu
ca di Catania era lu cchiù beddu
di genti dda intra ci nnerumu tanti misi
ca quasi pareva n'piccolu paisi!
Vavveri,
nfimmeri, attori, prufissuri
studenti, pinsionati, e granni travagghiaturi
in ogni mumentu lu spittaculu era accussi variu
ca pareva n'tiatru quannu si isa lu sipariu!
Ntrasi
e nesci di genti ca ieva e vineva
cu cucinava, cu iucava e cu cantannu dipingeva
n'garagi ca cetti siri addivintava
na discoteca unni s'abballava
A
duminica si nisceva ppi gghiri a 'Mmaculata
oppuru a Ognina pa' pizza e vacchiata
a lu Casteddu ppi farini a pattita
oppuru si nisceva ccu la zita!
Nta
ddu cuttigghiu c'era ngran firmentu
di genti viva ca n'aveva abbentu
genti ca di dda intra traseva e nisceva
su c'era u suli oppuri si chiuveva!
Ma
l'autru iornu ca di propositu cci ii
lu me cuttigghiu cchiù non cannuscii
nicu, loddu di machini n'tasatu
strittu, mutu e tuttu stracanciatu!
Subitu
lu me cori addivintau tristu
e pinsai ca non puteva essiri chistu
chiddu unni nta du mumentu iu era
non era u me cuttigghiu da punta a cantunera!
Ma
unni era dda genti ca ci stava
quannu stu postu nautru pareva
unni è Sarina a cchiù granni di li tri soru
a signora Vita, Paolo e Turi "cocciu d'oru"!
Niscii
scunsulatu, tristi e mutu
poi girannimi ppi farici n'salutu
ci dissi "Addiu cuttigghiu ca non ci si cchiù
ti nni isti nsemi a la nostra giovintù!!!"
@ - Una recente scoperta che ha il sapore del
destino
Ormai è nota la mia preferenza per una
candida attrice francese che ha saputo seguire il giusto istinto, lavorare con
impegno e passione, scegliere di rappresentarsi, con professionalità e senza
volgarità, sul grande schermo:
parlo di
Emanuelle Beart .
Non sto qui a parlare dei suoi film, lo faremo in altre pagine,
ma vi parlerò, invece, di una fatale coincidenza e di una recente scoperta. Orbene,
dal sito di un fan della Beart avevo scaricato, tempo addietro, un brano
musicale al quale partecipava recitando le prime strofe della canzone che, secondo certi canoni consolidati
nella musica francese, iniziava con un parlato. Le parole erano dette con molta
partecipazione e mi erano sembrate così belle anche così, in lingua francese,
che senza apprezzarne, interamente, il significato ne coglievo ugualmente il senso
marcatamente fatalistico e triste. Una cosa davvero bella da ascoltare... il brano... si chiama
Message personnel (messaggio personale). Ho appurato successivamente, ed
ecco la piacevole scoperta, che il brano è dell'incantevole
Françoise Hardy
che
ha rappresentato, infine, il lato più interessante della scoperta. Non
solo perché il brano è bellissimo e molto coinvolgente, ma sopratutto perché, nonostante io ami
profondamente la canzone francese, non mi ero mai dedicato all'ascolto della
Hardy, che ricordavo solo per i brani classici degli anni '60... tipo Tous Les
Garcons et les filles... Ho ritrovato invece una interprete molto ispirata,
romantica, sensibile e incredibilmente triste. Una tristezza però costruttiva, non scontata,
assolutamente schiva e personale, con musiche
talmente dolci e raffinate da fare intenerire anche il cuore più duro e fortificato.
Che il brano
l'abbia cantato-interpretato anche la Beart, per me, ha proprio il sapore della
giusta riconferma di quanto sia insostituibile, nelle mie preferenze, questa stupenda donna francese:
avevo, in fondo, visto bene!
Riguardo il brano ho trovato il testo delizioso, originale e molto romantico.
Il brano cantato da Emanuelle Beart potrete ascoltarlo
cliccando QUI ,
mentre qui in basso ho inserito il testo in francese e dopo la traduzione in
italiano.
Message personnel
(parlé:)
Au bout du téléphone, il y a votre voix
Et il y a des mots que je ne dirai pas
Tous ces mots qui font peur quand ils ne font pas rire
Qui sont dans trop de films, de chansons et de livres
Je voudrais vous les dire
Et je voudrais les vivre
Je ne le ferai pas,
Je veux, je ne peux pas
Je suis seule à crever, et je sais où vous êtes
J'arrive, attendez-moi, nous allons nous connaître
Préparez votre temps, pour vous j'ai tout le mien
Je voudrais arriver, je reste, je me déteste
Je n'arriverai pas,
Je veux, je ne peux pas
Je devrais vous parler,
Je devrais arriver
Ou je devrais dormir
J'ai peur que tu sois sourd
J'ai peur que tu sois lâche
J'ai peur d'être indiscrète
Je ne peux pas vous dire que je t'aime peut-être
(chanté:)
Mais si tu crois un jour que tu m'aimes
Ne crois pas que tes souvenirs me gênent
Et cours, cours jusqu'à perdre haleine
Viens me retrouver
Si tu crois un jour que tu m'aimes
Et si ce jour-là tu as de la peine
A trouver où tous ces chemins te mènent
Viens me retrouver
Si le dégoût de la vie vient en toi
Si la paresse de la vie
S'installe en toi
Pense à moi
Pense à moi
Mais si tu crois un jour que tu m'aimes
Ne le considère pas comme un problème
Et cours, cours jusqu'à perdre haleine
Viens me retrouver
Si tu crois un jour que tu m'aimes
N'attends pas un jour, pas une semaine
Car tu ne sais pas où la vie t'emmène
Viens me retrouver
Si le dégoût de la vie vient en toi
Si la paresse de la vie
S'installe en toi
Pense à moi
Pense à moi.
Mais si tu...
(instrumental)
Traduzione in lingua italiana
Messaggio
Personale
(Parlato)
All'altro capo del telefono, c'è la tua voce
e ci sono parole che non dirò.
Tutte quelle parole che fanno paura
quando non fanno ridere.
Che sono in troppe pellicole, canzoni e libri
Vorrei dirle, vorrei viverle:
Io non lo farò,
Io lo voglio,
Io non posso,
Io sono sola a soffrire...e non so dove sei,
Io arrivo, aspettami, potremo conoscerci,
dammi un po di tempo,
tutto quello che ho è per te.
Vorrei venire, restare
mi odio per questo.
Non verrò!
Io dovrei parlarti, dovrei venire da te,
oppure dovrei dormire.
Io ho paura che tu sia sordo e lontano da me.
Io ho paura di essere indiscreta
e non posso dirti che ti amo... forse.
(cantato:)
Ma se ti accorgi un giorno che mi ami
e se hai un buon ricordo di me,
corri, corri senza prendere fiato
vieni da me.
Ma se ti accorgi un giorno che mi ami
e se in questo giorno ti senti triste
e non sai perché
vieni da me.
Se il disgusto della vita ti prende
e la pigrizia ti assale
pensa a me, pensa a me.
Se ti accorgi un giorno che mi ami
e non lo consideri un problema,
corri, corri senza prendere fiato
vieni da me.
Se ti accorgi un giorno che mi ami
non aspettare ne un giorno, ne una settimana
perchè non sai dove ti può portare il tempo
vieni da me.
Se il disgusto della vita ti prende
e la pigrizia ti assale
pensa a me, pensa a me.
ma se tu... (strumentale)
@ - Emmanuelle è più affascinante che mai.
Compirà gli anni il 14 agosto e tutto il paese di Saint-Tropez
la festeggerà. Lei infatti è la cittadina sicuramente più elegante, chic, e
rappresentativa (ormai la Bardot è in disarmo...peccato!).
Parliamo di Emmanuelle Béart , ambasciatrice
dell'Unicef, attrice di grande sensibilità, donna dalla bellezza enigmatica e
delicata come una viola.
Il sindaco le ha già proposto grandi festeggiamenti, ma Emmanuelle
preferirebbe un pomeriggio in barca a vela con pochi amici e una bottiglia di
champagne. L'altra sera da Marionnaud, sugli Champs Elysées (beata lei,
pensate...Parigi in primavera) ha partecipato al party di Keep Lucky e ha scelto
un portafortuna per il secondo giro di boa: Maneki Neko, il gattino giapponese
che da secoli funziona come straordinario talismano.