Home Page


Inizio Pagina Cellulari

Nuova sezione:
CUL DE SAC

BUONI  BRUTTI e CATTIVI

Calia 
e simenza


Circolo Velico TAMATA 
nuova sezione video Meteo e DECENNALE

Archivio iconografico

 

LINKGOLD
i più belli...

DREAMLAND
la terra dei sogni...
quasi un BLOG...

StudioShow®
chi non risica...

MONDOARTE
 attori, attrici ecc.

 

PORTFOLIO
lavori lavori lavori

DOWNLOAD
file file file file

MUSICALBOX
(musica musica e ancora musica)

NEWS-NEWS
(notizie per bontà Vostra)

MITI SICILIA
(attori scrittori tradizioni)

 

Domande! 
e risposte?
 
(in preparazione)

Non solo famose:
in forma e importanti: amiche e amici felici. 
(in preparazione)


REPLAY

Nicole Kidman

Emmanuelle Beart 

Claude Sautet 
intervista
 

Bonaviri 


INDEX dei contenuti e programmi futuri 
(altre pagine nella colonna di destra ):

- Miti Sicilia (prestissimo)
- The Beatles 
   Quando? Come? Perché? 
- Camerata Polifonica
   Siciliana
- Festival Internazionae 
  del Val di Noto 
   Magie Barocche
- Video: Extraurban 
   per primo, ma seguirà 
   una intera sezione
- Jazz e Amministrazioni
   pubbliche
- Un Museo di Fotografia 
   a Caltagirone


StudioShow:
- Classica e Dintorni
- Catania Jazz
- SICILIA ANTICA,
  Termini Imerese:
 
Incontro con
  il Teatro   Classico
- BelliniNews notizie
  melodiose

Altri:
- Paola Greco
-taliannu taliannu
- Le nostre vetrine

 


UN MONDO DI IMMAGINI


PREVISIONI 
METEO

 

Per inviare  notizie, 
eventi, fatti e collegamenti:
postmaster@oraziorusso.it

 

PROSSIMAMENTE >>>> Paco Rabanne, per la prima volta nella storia della moda, realizza abiti con metallo, plastica, carta, materiali del tutto ‘inconcepibili’. Inventa, con le sue azzardate creazioni, una nuova relazione tra abito e corpo, giocata sul concetto di "non-portabilità": una non-portabilità ostentata ed esplicitamente rivendicata in nome della modernità. Lui stesso narra la genesi di questa idea anticonformista, avvenuta alla metà degli anni '60: «… seguivo non solo l'aria, ma anche l'arte del tempo. Una rivoluzione fantastica, armata di nuovi materiali. L'architettura rinunciava alla pietra, la pittura alla tela, la scultura al marmo. I fili di ferro di Soto, il neon di Martial Raysse e i mobili gonfiabili invadevano le gallerie. A mia volta, nell'ambito di una società in piena mutazione, invece che ago e filo, ho scelto la pinza e il cannello. Cerchi di rhodoid, triangoli di alluminio legati assieme con anelli e rivetti metallici: defilé scandalosi di vestiti non portabili» La non-portabilità come provocazione, nella scelta dei materiali e, soprattutto, nella modalità di realizzazione: la giustapposizione di moduli geometrici, assemblati per mezzo di anelli metallici, rompe l'illusione del tessuto continuo, esponendo il corpo ad una visibilità intermittente. La seduzione si sprigiona da tutto il corpo, non più solo da quelle aree tipiche della cultura convenzionale. Il vestito di Rabanne, non avvolge, non isola, non è un naturale rivestimento del corpo né tantomeno una struttura neutra da cui sentirsi protetti; è un elemento percepibile con tutte le facoltà sensorie: per il peso e consistenza, per il rumore che produce col movimento, per la capacità di interagire con la luce, riflettendola, e, ovviamente, per la maliziosa visibilità che si svela agli occhi di chi osserva. Le sperimentazioni di Paco Rabanne provocano reazioni contrastanti: Chanel dice di lui: « non è un sarto, ma un metallurgico», mentre Salvador Dalì lo considera il secondo genio di Spagna, dopo di lui; è, comunque, impossibile prescindere dalla portata innovativa delle sue creazioni. Crea uno stile unico nella moda e un immaginario che connota profondamente l'epoca, influenzando anche il cinema e la fotografia. Il décor avveniristico di alcuni film degli anni '60 e '70 (episodi di James Bond e Barbarella, con Jane Fonda, ad esempio) si ispira ai suoi modelli. Grandi fotografi di moda, da Richard Avedon a Jean Loup Sieff a Guy Bourdin, contribuiscono a diffondere il fascino delle sue amazzoni siderali. Nel 1969 realizza un libro di fotografie con Jean Clemmer, dal titolo "Nues". Nelle immagini, in bianco e nero, Paco Rabanne, con le sue creazioni in metallo, ‘veste’ la nudità delle modelle, per esaltare un concetto di erotismo e sensualità estremamente moderno. In mostra abiti, gioielli ed accessori dal 1966 ad oggi, e 50 fotografie di Jean Clemmer tratte dal libro "Nues", ripubblicato per l'occasione da Carla Sozzani e Paco Rabanne. >>> Biografie Paco Rabanne (Francisco Rabaneda y Cuervo) nasce nel 1934 a Passages de San Pedro, nei paesi baschi spagnoli. Dopo la cattura e l'uccisione del padre, da parte delle truppe franchiste, nel 1939, la famiglia si rifugia in Francia. Studia architettura all'Ecole Superièure des Beaux Arts di Parigi dal 1951 al 1963, dove riceve un’educazione aperta al progresso di tutte le discipline artistiche e le istanze intellettuali dell'epoca, gli anni che collaudano forme di espressione nuove. Gli studi di architettura gli insegnano a ragionare in termini di volumi e di spazio, e, soprattutto, ad obbedire alla logica dei materiali. Per mantenersi all’università, inizia a disegnare accessori per la moda, mondo che conosce grazie all'attività della madre, assistente di Balenciaga. Nel 1965 appare per la prima volta la firma Paco Rabanne per degli accessori in rhodoid: orecchini, occhiali, caschi. Il 1° febbraio 1966, debutta con la collezione-manifesto all'Hotel George V di Parigi: modelle di colore, a piedi nudi, indossano "12 vestiti importabili in materiali contemporanei", danzando sulle musiche di "Marteau sans maître" di Pierre Boulez. E' l'inizio di un susseguirsi di incessanti sperimentazioni sui materiali che contrassegneranno tutta la sua carriera: vestiti in metallo, carta, pelliccia a tricot, pelle fluorescente, pelle e legno, jersey d'alluminio, piume, plexiglass e fibre ottiche, latta, rame, skai. Disegna scarpe, firma profumi e lancia nel 1976 la collezione maschile. Nel 1969 pubblica presso le edizioni Belfond il libro "Nues", con fototografie di Jean Clemmer. Nel 1999, dopo oltre trent'anni di carriera, affida a Rosemary Rodriguez la realizzazione delle collezioni, riservandosi la direzione artistica della casa. >>>>> Jean Clemmer, nato il 24 Marzo 1926 nel Neuchâtel (Svizzera), si diploma in Belle Arti nel 1945. Scopre il movimento surrealista dalla lettura attenta della rivista Minotaure, organo ufficiale dei surrealisti. Nel 1962 inizia a dedicarsi alla fotografia. E’ un anno determinante per la sua formazione e carriera, conosce Dali e Paco Rabanne. Nel 1969 realizza il libro “Les passion selon Dali” e “Nues” con Paco Rabanne. Muore nel 2001.  


NEWS 

Una Home Page al giorno!
Scegli tu cosa vedere:

Home-Page 1 - Home-Page 2 - Home-Page 3 - Home-Page 4 - Home Page 5


Nicolosi (CT) scolaresca 1955?

 

 

Romy Schneider       Henri-Georges Clouzot's Inferno

Capolavori dell'uomo su questa terra e oltre..

 

OMAGGIO A ROMY

****

NEWS NEWS NEWS CINEMA NEWS NEWS NEWS
collegati qui

 

NEWS NEWS NEWS FOTOGRAFIA NEWS NEWS NEWS
collegati qui

****

 

L'essenza della Bellezza esiste?
Ava Gardner

 

****

 

Novità! NOTE DI POLITICA QUOTIDIANA

Nota: chi volesse aggiungere commenti, opinioni, o aprire un dibattito e scrivere su questa pagina, per adesso, può farlo inviando una e-mail firmata a: postmaster@oraziorusso.it Sarà pubblicata!

 

 

Siamo alla frutta!

 

Gran bollito, fritto misto, macedonia... Il ristorante Povera Italia è aperto! 
I preparativi sono stati lunghi e faticosi ma, Fini-lmente (e i suoi) hanno messo in moto la cucina per friggere, bollire, brasare, affogare il PDL e soprattutto Berlusconi.
Fuor di metafora quello che è accaduto in questi due anni, ed in particolare negli ultimi mesi e giorni, è veramente singolare, per non dire grottesco.

Di politica ne capisco poco, ma avrei un paio di domante da porre all’onorevole Fini: ebbene, se voleva fare politica attiva, perché ha accettato di fare il Presidente della Camera (3³ carica dello Stato)? Per avere più visibilità? Per soddisfazione personale?

Le sue boutade su immigrazione, cittadinanza e voto ai cittadini extracomunitari, bioetica, testamento biologico, hanno sicuramente impensierito, se non indispettito, quanto meno il popolo degli ex AN che aveva dovuto mandare giù le “nozze” rivelatesi “di sangue” con il Berlusca. Lei, caro presidente, non ha solo cambiato idea, ha proprio snaturato l’ABC della gente che per anni ha votato a destra... ci sarà rimasto qualcuno, no?

La vicenda Caliendo come le altre ancora, un pretesto per dare una stoccata al governo (leggi Berlusconi) con la questione morale. Mi dispiace ma non si può essere garantisti ad intermittenza: ricorda le attestazioni di stima e di solidarietà assoluta, da parte del Suo fedelissimo on. Granata nei confronti dell’allora governatore della Sicilia Cuffaro, ampiamente inquisito e poi condannato a 7 anni?

Mi lasci dire on. Fini, lei è vecchio! La sua è la vecchia politica! Veramente una bella ammucchiata di astensionisti: Casini, Rutelli e nientepopodimenoché, Lombardo che, si vocifera sommessamente, abbia insieme al fratello Angelo, una piccola disputa con la Procura in quel di Catania...

“Che fa, il nesci eccellenza? o non l’ha letto...”

La solita casalinga di Voghera  

 

 

 

Quattro chiacchiere in cortile

 

Martedì 3 agosto 2010. Serata piacevole e godibile al Platamone. Non tanto per le “chiacchiere” di presentazione del libro, che definire di sole ricette vegetariane è sicuramente riduttivo, o per gli aneddoti e i momenti raccontanti a quattro mani da Franco Battiato e Giuseppe Coco, quanto per la musica. Il maestro Battiato non ha cantato (bontà sua): si è preso un anno sabbatico. Ci hanno pensato, con la “complicità” dell’assessore alla cultura Marella Ferrera, Luca Madonia, Paolo Buonvino, Rita Botto e Chiara, ragazzina non vedente (per l’ipocrisia delle parole, i ciechi vengono così definiti) che con la sua dolcezza e forza d’animo ha lasciato il segno e ci ha insegnato che nella vita è più importante guardare che vedere.
Mariella Lo Giudice ha recitato una poesia di autore arabo... sempre brava Mariella. Paolo Buonvino ci ha deliziato con un medley delle sue appassionate colonne sonore.
Sorprendente, strabiliante, vera rivelazione (almeno per me) Patrizia Laquidara, eterea e dolce, forte e convincente, ha tirato fuori tutta l’anima latina, roba da far impallidire Gal Costa and company e... mi permetta Maestro Battiato... anche lei!
Rita Botto si presenta da sé, vera voce popolare e colta.

«Grazie Franco per il gigantesco regalo fatto a Catania!», parole dell’assessore alla cultura Marella Ferrera.

 

La solita casalinga di Voghera  

 

 

 

Catania, Talenti (pochi!) e Dintorni (quali?)

 

Si sa, d'estate è quasi d'obbligo che le pubbliche amministrazioni organizzino spettacoli d'intrattenimento di varia natura, moda, mostre, concerti, il tutto per promuovere, pare, le nostre città.
Sabato 17 luglio, nella solita splendida cornice di piazza Università si è svolto uno di questi eventi, nella fattispecie Catania Talenti e Dintorni. Erano presenti il presidente del parlamento siciliano Cascio, il questore, il prefetto, il vice presidente della Provincia, l'assessore alle attività produttive, ecc... un parterre di very very important people (sì, ma sono sempre gli stessi!)
Lo spettacolo presentato da Francesco Lamiani e Amadeus, con un po' di ritardo comincia con l'esibizione di un artista di strada, un gioco... con il fuoco. Amadeus e Lamiani duettano aspettado l'altra presentatrice della serata, la giornalista di moda Cinzia Malvini, competente, elegante, sobria come la sua trasmissione, M.O.D.A., che va in onda su La 7.
Diversi sono gli stilisti che presentano i loro capi: Scervino, Capaso, Kristina Ti, Philipe Plein, Cangiari. Abiti con pochissimo carattere, un po' Valentino, un po' Prada, tessuti altamente tecnologici, ma visivamente freddi, fin troppo minimalisti. Poco stile, poca eleganza e creatività, insomma poco o niente di tutti quegli elementi che hanno reso famoso lo stile italiano nel mondo. Eppure la serata voleva essere dedicata al tanto sbandierato Made in Italy.!
Un plauso lo voglio fare alla maison Cangiari, cooperativa tessile della locride che porta nella griffe la voglia di cambiamento e di riscatto che noi gente del Sud desideriamo da sempre. Discorso a parte per Iceberg... È Iceberg, punto.
Fra una sfilata e l'altra si alternano sulla passerella i premiati nei vari settori: imprenditoria, giornalismo, TV, cinema, solidarietà.
La serata è molto calda, ma ci pensa la Red Bull a propinarci una oscena bibita energizzante (sig!), dal gusto orribile che ricorda lo sciroppo per la tosse, servita insieme ad una aranciata ignobile, schiaffo vergognoso alla terra dell'arancia rossa...
Non voglio essere troppo cattiva, ma una domanda sorge spontanea: 
Qui Prodest
? a chi giova tutto questo? al turismo, al made in italy? Non credo.
Non so quanto costi una manifestazione del genere e non desidero saperlo, ma se proprio vogliamo fare qualcosa di veramente trasgressivo e importante perché non pensiamo a rassegne serie su Bellini, Verga, Brancati, le vere tradizioni siciliane e se volessimo andare anche verso i giovani basterebbe pensare a quanto il Rock made in Katane sia valido e seguito.

Il Maggio Fiorentino, le rassegne dedicate a Verdi e Puccini, per non parlare del Festival di Salisburgo e, dulcis in fundo, Umbria Jazz... vi dicono qualcosa?

La solita casalinga di Voghera  

 

 

Governo di larghe intese

 

Casini sì, Casini no. Il gioco di parole nasce spontaneo.

Il governo è alla frutta: falchi, colombe, tu dici sì, io dico no. Mio caro Silvio, ma chi te l'ha fatto fare? Eri là, con i tuoi miliardini (fatti con la mafia, come vogliono convincerci un giorno sì e l'altro pure), le tue belle case, gli aerei personali, ecc... E che ti vai ad inventare? Adesso mi butto in politica, mi faccio un paio di leggi ad personam, ripiano tutti i miei conti con la giustizia il tutto facendo finta di pensare alla tanto amata Italia e agli Italiani.
Da grande cuoco, quindi, entri in cucina, ed insieme al tuo fedele aiutante Dell'Utri prepari un bel partito, Forza Italia (beneaugurante): un po' di Buttiglione & company (ribolliti), un po' di radicali (sempre molto liberi) e il Movimento Sociale, che nel frattempo era stato a Fiuggi per rinascere, fra pianti e commozione, diventando Alleanza Nazionale, e per Lega-re il tutto un po' di Bossi...
La gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria, che avrebbe dovuto contrastare questo arrogante imprenditore con il suo partito di plastica, finì in mille pezzi... Correva l'anno 1994.
Poi la legge elettorale che spazza via i partitini, i soliti giudici che sognano insieme a D'Alema di vedere il bauscja sui gradini di una chiesa... il vuoto della sinistra...
E oggi? Governo di larghe intese quando? Con chi? La Lega dice no, Casini dice forse nì, e il Popolo della Libertà? Forse è tempo di cantare... Senza Fini...

P.S.: Consiglio per il presidente della camera... alle prossime primarie del PD si candidi: vincerà sicuramente! È l'unico a dire qualcosa di sinistra.

La solita casalinga di Voghera  

 

Il Sud piagnone e sciupone

 

Per anni l'industria di Stato (leggi I.R.I.) e non (leggi Fiat) hanno avuto un forte sostegno dalle sempre povere casse statali. Tanto c'era sempre la possibilità di inventare nuove tasse, che i soliti fessi mugugnando avrebbero pagato in ogni caso godendo comunque di servizi sempre qualche passo indietro rispetto agli altri paesi europei. Ma l'italiano è bravo, ha inventiva, gusto, fantasia. Così ci siamo inventati (per fortuna) il Made in Italy, che molte volte pareggiava la bilancia dei pagamenti.
In questo barcamenarci alla meno peggio si inseriva anche la secolare questione meridionale: un Sud Italia povero, arretrato, piagnone, sempre pronto a chiedere, piuttosto che a proporsi. La Cassa del Mezzogiorno avrebbe risolto tutti o quasi i problemi con finanziamenti a pioggia, buona parte dei quali a fondo perduto. Ancora i giudici non avevano scoperto la corruzione e sopratutto non avevano ancora capito che con le indagini sulla corruzione di stato si poteva fare carriera.
La corsa a li meglio posti in questo banchetto da parte di politici, imprenditori e grandi burocrati corrotti, a spese di tutti noi non è mai finita. No, caro ministro Tremonti, lei non ha ragione... ha ragionissima! Da siciliana mi vergogno della nostra classe politica che non sa, non conosce la storia del Parlamento Siciliano, il più antico d'Europa. Moderno e modello nel Medioevo, arretrato e sciupone ai nostri giorni.
La Sicilia regione autonoma a statuto speciale, solo sulla carta. I nostri rappresentanti, sudditi di Roma solo per interessi di bottega, non hanno mai posto in essere programmi né usufruito delle funzioni che il nostro statuto consente loro.
Tenerci sotto scacco, con il bisogno perenne di lavoro è l'arma migliore per accaparrarsi e mantenere un vasto bacino di voti. Le promesse fanno bene alla povera gente.
Certo dopo 60 anni e passa qualcuno doveva accorgersi che in Sicilia esisteva già uno statuto autonomista... e per i 60 anni precedenti? Dormivano tutti? Forse i soldi che arrivano dalla Comunità Europea non si spendono perché non c'è promozione, perché il bene di tutti è di nessuno, mentre il beneficio del singolo è importante.

Scusate la demagogia, sono solo una povera casalinga (di Voghera) e di economia me ne intendo poco, anzi niente, ma se parliamo di economia domestica, mi pare di aver fatto un Master alla Bocconi: far quadrare i conti di casa è un'impresa... nel senso dell'impresa.

La solita casalinga di Voghera

 

 

 

Privacy si, privacy no...

C'era una volta Maigret, Poirot, il tenente Sheridan, l'ispettore Rock (quello della brillantina Linetti) che con le loro indagini fatte di pedinamenti, intelligenza, fiuto, esperienza, ci tenevano incollati davanti al televisore... 
Era solo finzione! Ma noi poveri italiani, per buona parte analfabeti, ci accontentavamo e nel nostro piccolo riuscivamo a distinguere la realtà dal "reality" (ma ancora non lo conoscevamo con questo nome).
Adesso... siamo sempre... poveri italiani, un po' meno analfabeti (forse) ma probabilmente più confusi e meno felici.
Attorno a noi un carosello di parole, immagini, indiscrezioni, malefatte. La verità è che viviamo in un mondo di spiati e di spioni: telecamere in banca, al supermercato, nelle piazze, nelle stazioni, negli aeroporti, agli angoli delle strade... E ne vorremmo sempre più. Un grande fratello senza fine e, badate bene, tutto per il nostro  bene, per la nostra sicurezza, per essere difesi ( ma da chi?).
E dove non arrivano le telecamere, siamo protetti ugualmente, perchè c'è anche un g.f. che ascolta al telefono. Parli con tua sorella? con tua madre? con l'amante? con i figli? pensi di stare quasi in un confessionale, a tu per tu con il tuo interlocutore? in un caldo angolo privato? Non è così, qualcuno ti sta ascoltando! E tutto questo sempre per la nostra protezione. Anche se non tutto rischia di finire sui giornali chi ci assicura che chi opera a livello di manovalanza (e c'è ne saranno tanti che si danno il cambio per un ascolto 24 ore su 24) non parli con la moglie, l'amica, l'amico, la sorella, la madre e che queste a loro volta non lo facciano con le loro amiche, madri, sorelle, mariti, figli e figlie ecc. ecc.  in una sorta di girotondo infinito. 
Un sottobosco intricato e variopinto. Potrà capitare, prima o poi, che magari qualcuno ti guardi storto o con un bel sorriso beffardo stampato in faccia e tu non saprai mai perchè e non ne capirai mai la ragione.
Quando arriveremo al punto di saturazione? Quando tutto questo ci apparirà per quello che è veramente: un grande abisso invisibile, ma senza fine e senza controllo.
Il concetto di privacy non esiste più, è soltanto una parola astratta che ha perso valore e significato, perchè in nome della sicurezza si può fare di tutto. 
Ma come si scoprivano una volta i reati? E adesso dove sta il limite?
Non voglio pensare a giudici e poliziotti come a dei cacciatori che aspettano la preda, tanto prima o poi qualcosa la beccano... ma cambia molto, credetemi, se a finire sulla graticola non è una quaglia, ma una persona.
Tanta gente negli ultimi anni ci ha rimesso dignità, serenità e qualcuno la vita.
Il detto «male non fare, paura non avere» non è sempre valido, almeno in Italia, visto che ci sono voluti 17 anni a Rino Formica per essere assolto da tutte le accuse. Ma per 17 anni è stato lui uno dei "nani"... 
Di esempi come questo, purtroppo, c'è ne sono tanti.
Proprio adesso, mentre sto scrivendo e ascolto il TG: ... procura di Bari, giudici intercettano altri giudici che parlano con giornalisti...

No, questo non è per niente un paese NORMALE!  

La solita casalinga di Voghera

 

Donne  

Se permettete parliamo di donne, film di Ettore Scola del 1964: erano i favolosi anni sessanta, gli anni del boom (che in Sicilia non abbiamo sentito), della canzone italiana, dei primi cantautori e di una televisione realizzata da menti pensanti, grandi professionalità e grandi talenti, criticata anche allora.
Mi direte, che c'entra tutto questo con le donne. C'entra, c' entra. Le donne, allora, erano ancora le regine del focolare: madri, sorelle, suocere, ma sempre regine del focolare. Morigerate, decorosamente vestite, possibilmente silenziose, praticamente inesistenti (ecco, direte, la solita menata femminista... non lo sono mai stata!).
Arrivò il '68. "La fantasia al potere" e altre stupidaggini. Le prime manifestazioni femministe "Il corpo è mio e lo gestisco io". Ecco tutto il gran parlare che si fa adesso su l'uso del corpo delle donne (Gad Lerner docet) sta proprio in questo semplice slogan "il corpo è mio e lo gestisco io".
Il potere usa le donne! O le donne usano il potere? Diciamo che si usano vicendevolmente, per i rispettivi tornaconti.
Non c'è nessuno che le obbliga a fare le prostitute (50 €) o la escort (1000 €). Forse le prostitute non hanno alternative, le escort... per qualche lusso in più. Ma allora queste donne, sante o puttane? 
In mezzo, ci stanno: mamme, casalinghe, maestre, operaie, avvocate, dottoresse etc... etc... (non in ordine di importanza) che lottano ogni giorno tra mille problemi e non hanno bisogno della difesa d'ufficio, sulla dignità della donna, da parte del tuttologo di turno.
Ogni essere è libero di scegliere da che parte andare.
La vera trasgressione?.......LA NORMALITA!
Il vero modello?........NON AVERE MODELLI!  
Essere sé stessi, sempre, ovunque, comunque, nel rispetto assoluto, dell'altro, e forse, chissà, rischiare di essere un modello per gli altri.

Mi firmo "Casalinga di Voghera"

 

Tutti a casa (soprattutto Berlusconi...)

Riporto:

«Come Adolfo dal suo bunker - si sfoga il leader dell’Idv Di Pietro - così il dittatore Berlusconi cercava di condizionare l’informazione. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organi di controllo come l’Agcom chiedendo la chiusura di “Annozero”».

«Meno male -
prosegue Di Pietro - che ancora esiste un organo di garanzia che può bloccare Berlusconi: è il popolo italiano, che può mandarlo a casa».

Commento:

Ma il signor Di Pietro non ha ancora capito che Berlusconi sta proprio già a casa sua... esattamente dove lo vuole il Popolo Italiano!

 

Il Casalingo di Voghera
(sono il marito...  - ndr)

 

Frane italiane

 

Frane italiane, fango reale e metaforico. Il fare, da sempre, in questo paese non è visto di buon occhio. Distruggere quel poco di buono che si è fatto è certamente lo sport più praticato in Italia.

Si indaga in una sola direzione?  Chi passa ai giornalisti intercettazioni che, usate in questo modo, non servono a niente se non a screditare la gente. E soprattutto la parte politica avversa.

Che dire di D’Alema, sputtanato da “Striscia” perché abitava in un appartamento in affitto irrisorio? Che dire di Fassino e l’affaire Unipol? Che dire di Bassolino e della “monnezza”?

Povero Falcone, grandissimo Giudice e ancor più grande Uomo, infangato a suo tempo da Leoluca Orlando perché a suo dire era scappato a Roma per fare carriera. Povero Paolo Borsellino, abbandonato solo al suo destino... Questi giudici li hanno ammazzati! Sapevano fare il loro lavoro con coscienza e soprattutto con discrezione.

Mani Pulite? Che bella passerella! 

Non ci sto! Non mi indigno per le donne che scelgono di fare le Puttane diventando esse stesse tangenti. Non le obbliga nessuno e mi indigna tutto lo squallore che c’è intorno. Chiudiamoli tutti in convento questi grandi Burocrati così saremo tutti “liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento”.

Siano onesti nel proprio lavoro, e se non lo sono, se commettono reati, gravi e reali, mettiamoli in carcere e buttiamo via la chiave.

Guardare dal buco della serratura è solo squallido. E non interessa a nessuno.

E ipocritamente canto: “... Si fa, ma non si dice... Si fa, ma non si dice...”

Mi firmo "Casalinga di Voghera"

 

Che sventola... Vendola!!!

C'è chi l'ha trovata, c'è chi la cerca e chi non ha nessuna intenzione di cercarla (non è conveniente...), LA SINTESI, che in politica vuol dire territorio, idee, azione.

Vendola l'ha trovata, ha capito che la politica "alta" non esiste più e crede, a ragione e populisticamente, che conti sopratutto la GENTE. E la gente è il territorio.

La paura dei politici di lunghissimo corso è proprio l'impossibilità di imbrigliare questa sorta di "cani sciolti". Invece di coltivarli, sostenerli, aiutarli, tarpa loro le ali, perché potrebbero rappresentare i nemici di domani. La politica politicante, quindi, continua ad essere solo interessi personali e di bottega.

La "gioiosa macchina da guerra" di "occhettiana" memoria s'è fermata ancora una volta, e D'Alema avrà bisogno di bravi meccanici per rimetterla in moto...

P.S.
Casini? È democristiano, non serve altro commento... Consiglio al bel "Perferdi" un franchising di "Forni e Panetterie varie", chissà se, almeno così, non possa risolvere il problema della mancanza di posti di lavoro in Italia...

Mi firmo "Casalinga di Voghera"

 

Nota: chi volesse aggiungere commenti, opinioni, o aprire un dibattito e scrivere su questa pagina, per adesso, può farlo inviando una e-mail firmata a: postmaster@oraziorusso.it Sarà pubblicata!


 

Parliamo di Jazz
e allora prima beccatevi questo stupendo brano 
di Charlie Mingus:

Manhattan Project - Goodbye Pork Pie Hat

 Wayne Shorter, Michel Petrucciani, Stanley Clarke, 
Lenny White, Gil Goldstein e Pete Levin.

 

 

PRIMA PAGINA <<<

l'onore della prima pagina tocca oggi a MUSICA JAZZ rivista storica (fondata nel 1945 e diretta per tanti anni da Arrigo Polillo) alla quale non mi sono mai abbonato (rivendico la mia libertà ogni mese di acquistarla ma non sono mai venuto meno all'impegno mensile da quando avevo 15 anni) e che oggi fa un grande passo avanti con un rinnovamento quanto mai puntuale e con una grande scommessa sul futuro. Bisognerebbe farle un MONUMENTO. Ma leggiamo tutto dalle parole del suo direttore Filippo Bianchi.

 

Editoriale Musica Jazz ottobre 2009.

Se permettete parliamo di noi

di Filippo Bianchi

 

We cannot direct the wind, but we can adjust the sails.

(Non possiamo dirigere il vento, però possiamo adattare le vele.)

[Dolly Parton]

Verso la fine degli anni Sessanta, in Gran Bretagna, alcune major si misero a produrre dischi di sperimentatori radicali come Tony Oxley, Derek Bailey e altri. Non fu un matrimonio felice. Evocando con la consueta ironia abrasiva quel tempo, Bailey raccontava: «La loro specialità era quella di tenere qui dischi ben nascosti nei cassetti per un po’, e poi di gettarli nella spazzatura. Così per trovarne una copia bisognava o conoscere lo spazzino che li raccattava, oppure, occasionalmente, qualche copia finiva fra le collane economiche dei grandi magazzini Woolworth (avete Woolworth in Italia?). Il nostro lavoro era trattato senza il minimo rispetto...».

Il sarcasmo di Bailey era sempre apprezzabile, e tuttavia oso dire che non è questione di «rispetto», ma di compatibilità: chi ha piccole dimensioni, e si avvicina ai colossi dell’industria, farà bene a prepararsi a rapporti problematici. Salvo casi sempre più rari di mecenatismo, la vocazione dei colossi è infatti quella di assicurare dividendi appetibili agli azionisti, poco conciliabile con la vocazione di questa musica, che è piuttosto quella di immaginare il futuro dei suoni, di scandagliare in profondità l’animo umano, di esplorare i rapporti fra le coscienze... E infatti, perlomeno in Europa, il jazz per sopravvivere abbisogna del sostegno di denaro pubblico. L’editoria che se ne occupa, invece, ne è priva.

Come i lettori già sanno, da questo numero Musica Jazz cambia editore (anzi, lo ha già fatto dallo «speciale» di settembre). Qualcuno magari si sarà chiesto le ragioni del «trasloco», e perché mai un’azienda dovrebbe disfarsi di una rivista che comunque (di certo durante la mia gestione, ma credo anche in precedenza) ha prodotto un costante profitto.

I motivi tutto sommato sono piuttosto semplici: maggiori sono le dimensioni, più grandi devono essere i profitti, e tutto ciò che non obbedisce a questa regola finisce per essere considerato un po’ superfluo e marginale. Per dare un’idea degli ordini di grandezza di cui stiamo parlando, proverò a spiegarmi con un esempio.

Uno dei settori considerati strategici da Hachette Rusconi è la moda. Bene. Nel fatidico anno 2000, un unico produttore di lingerie (La Perla) fatturava da solo quanto l’intera industria musicale italiana. Stante che il jazz è una porzione decisamente minoritaria di quell’industria, il lettore si renderà facilmente conto di quale sia la distanza fra i numeri con cui abbiamo a che fare. E come biasimare un grande editore se predilige la moda rispetto al jazz?

La lunga durata della transizione ha incoraggiato voci (interessate?) di crisi della rivista. Che gode invece di ottima salute, misurata con l’unico metro possibile, che sono appunto gli utili, segnale incontrovertibile della fiducia che l’ambiente le concede, e anzi mi sento di poter dire che le pubblicazioni di Musica Jazz, che durano da sessantacinque anni, proseguiranno ben oltre il tempo di vita di chi scrive (sperabilmente non breve). Grati a Hachette Rusconi per averci portati fin qui, iniziamo con 22publishing una nuova avventura, trovandoci ora nell’invidiabile posizione di essere al centro delle attenzioni dell’editore. Il lettore avrà già notato dal numero speciale di settembre i primi segnali del «nuovo corso»: il ritorno di grandi firme internazionali, e una rinnovata e ben più lussuosa veste grafica, adeguata alla qualità culturale dei contenuti che la rivista esprime.

Dal prossimo numero troverete anche nuove rubriche, in una visione generale che resta invariata, ma cerca aggiustamenti di tiro per adeguarsi ai tempi. Uno sguardo altrettanto attento alla storia di questa musica – sempre più bella, sempre più ingombrante – e un’attenzione ancora maggiore alle metamorfosi del jazz di oggi, alle tracce che semina in musiche altre e altre forme d’arte.

Prevediamo in tempi brevi – ovviamente, finalmente – la creazione di un sito internet, che sperabilmente non impiegherà molto a diventare, come la rivista che lo gestisce, leader nel settore.

 

Tanti Auguri e in bocca al lupo a Musica Jazz

Se volete accedere al database di tutti i numeri della rivista 

cliccate quì:  http://www.musicajazzdb.com/

Oppure collegatevi al sito del Centro Nazionale Studi sul Jazz "ARRIGO POLILLO"

 


EXTRA URBAN

 

 

Paesaggi extra-urbani, lievi, scorrevoli. 
Una emozione andante, mobile. 

Flash di un giorno che scorre e ritorna, 
come i ricordi di un mondo 
senza suoni extra, tranne quelli che hai dentro.

Adesso anche su YouTube


BUONI - BRUTTI - CATTIVI

Per adesso un articolo sul Jazz che mi piace molto, leggi.....clicca quì


 

UN MUSEO PER LA FOTOGRAFIA?
a Caltagirone!

clicca sulle foto per vedere i pannelli che arredano il museo

Per chi vuol saperne di più:  
http://anafnews.altervista.org/nasce_il_museo.htm

 


 

IL NOSTRO NUOVO PROGETTO! 
StudioShow®

per chi vuole progettare e creare,
per chi vuole farsi vedere,
per chi vuole esporsi...
insomma per chi vuole rischiare
... e anche per chi vale.

Link utili e immediati:

- Claudio Allia

- Jozar Zibensky

 

Passione dell'anima... Jazz

 

Hf distribuzione - la grande libreria di fotografia

libri libri libri libri libri libri libri libri libri libri libri libri libri libri libri libri libri

 

Luoghi di Sicilia

Periodico telematico di cultura

l'attenzione è alla nostra terra...  

Fratelli Napoli Pupari in Catania dal 1921


La tradizione.....vivente!

 

 
Sentieri selvaggi -
SCUOLA MAXIMA DI CINEMA 

 


Foto notiziario

 


Radio Zammu - Musica scolasticamente corretta.... 
l'Università dell'orecchio....

Jazz a Catania

...da sempre un bel progetto...unico!!

 


Bellini News - Notizie melodiose
Un bel sito di vera informazione, pulito, chiaro, utile!!
Una bella scoperta e naturalmente un bel progetto!!

 


Polifemo - immagini in continuo movimento...

 

Parole di Sicilia - Parole in libertà.
Quando dire "Sono solo parole" non è un insulto!

 

Fiumara d'Arte
un progetto a parte...ma dalla giusta parte!

Attraverso il racconto del piccolo Emanuele si ripercorre il lungo cammino dell’ambizioso progetto ideato dal mecenate Antonio Presti. Due anni di duro lavoro per realizzare un’opera importante per il più grande e giovane quartiere della periferia a sud di Catania, dove la carenza di spazi di ritrovo, negozi e strutture ricreative crea difficoltà di relazione anche tra la gente dello stesso rione. A metà fra il documentario e la fiction “La Porta della Bellezza” racconta il coinvolgimento di oltre 10 mila bambini delle 9 scuole elementari e medie coinvolte nel progetto che con 10 artisti di fama internazionale sono riusciti a trasformare un osceno cavalcavia nella più grande opera di terracotta esistente al mondo. Ma il progetto ha anche contribuito a promuovere un rinnovato senso di identità e appartenenza tra abitanti e territorio.

Fondazione Antonio Presti - Fiumara d'Arte
www.librino.org


 

Vai nel mondo di  LOOKLAND

UN MONDO DI IMMAGINI

 

CAMERATA POLIFONICA SICILIANA

Catania, chiesa di San Giuliano 

Wolfgang Amadeus Mozart

Requiem in re minore K 626 per soli coro e orchestra

Coro e Orchestra della Camerata Polifonica Siciliana

Claudia Caristi soprano

Francesca Aparo contralto

Domenico Ghegghi tenore

Dario Russo basso

Direttore Giovanni Ferrauto

 

MAGIE MUSICALI e BAROCCO

    
Roberto Gini ascolta le prove di registrazione del suo lavoro a Magie Barocche 2005

 

I NOSTRI POSTER IN VETRINA

 

 

Pierangela

Jozar Zibensky

 


atmosfere da Magie Barocche 2005


omaggio ad Helmut Newton


Gruppo telematico in campagna elettorale

 


Alessandra Cormaci, dai lunghi capelli corvini, tra le rosse nubi.

 

  MONICA


UN MONDO DI IMMAGINI
Archivio Fotografico-Iconografico
 di Cultura, Turismo, Spettacolo, Arte, Letteratura, Cinema

Grafica & Editoria & Fotografia
Cartografia e informazioni turistiche della Sicilia

///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

www.lookland.com

 

 

 

INFO
postmaster@oraziorusso.it

 

 

 

La festa di Sant'Agata

Una festa unica al mondo. La fede religiosa si fonde con le tradizioni popolari, in uno scenario barocco e vibrante.

***


Cavalleria Rusticana

La struggente storia di Turiddu e Santuzza nella novella di Giovanni Verga, così come si è svolta nei luoghi verghiani dell'assolata terra siciliana di Vizzini

 

***



La Festa di Sant'Alfio 
a Trecastagni





Ricca di tradizioni e di fede  è uno spettacolo unico per il suo misticismo esasperato.Da non perdere anche per ammirare i famosi Carretti Siciliani.

 

***




per l'
Editrice Dafne

Tauromenium - Omaggio a Taormina 
Taormina, su di un colle dolce e assonnato, aspetta i suoi amanti, come una dea dell'amore. L'abbiamo amata, l'amiamo. Essa ci appare donna, bionda, soavemente fiorita degli ora tenui, ora forti, colori dell'estate.

***


per le edizioni  
la Cantinella
a cura di 
Sarah Zappulla Muscarà 
e Enzo Zappulla

Giovanni Grasso, 
il più grande attore 
tragico del mondo




Le robe di casa Verga



Gabriele Dannunzio, 
La figlia di Iorio, 
tra lingua e dialetti

Libri sul teatro siciliano: Giovanni Grasso, il grandissimo attore che nei primi del novecento fece impazzire le platee di tutto il mondo con la potente forza della sua mimica. Le robe di casa Verga, per conoscere nei minimi anfratti gli affetti, gli amici, i documenti di Giovanni Verga, il grande scrittore catanese padre del Verismo. La figlia di Iorio, riccamente illustrato con le foto d'epoca (1904),  riporta integralmente il testo della tragedia dannunziana in lingua italiana e nelle versioni in dialetto siciliano e abruzzese. In più viene fornita la stesura che Scarpetta, parodiando l'opera, volle scrivere per indispettire D'Annunzio



Onore a Sant'Agata
5 febbraio 2010


Sebastiano del Piombo 1485–1547 martirio di Sant'Agata

Agata, giovane martire

La vicenda terrena di Sant’Agata risale al III secolo d.C, quando la Sicilia era governata dal proconsole romano Quinziano, fedele esecutore delle persecuzioni cristiane ordinate dall’Imperatore Decio. Morbosamente innamorato della giovanissima nobile e bella Agata, cosciente della sua intenzione di consacrarsi a Dio, cercò in ogni modo di dissuaderla. Prima credette di piegare la sua resistenza cercando in ogni modo di umiliare il suo spirito, poi la rinchiuse nella più buia e malsana delle carceri, minacciandola di terribili torture se non avesse abiurato.

Di queste azioni Agata non ebbe timore e rispose: «Se mi condanni alle belve queste in nome di Cristo si faranno mansuete, se mi darai alle fiamme, gli Angeli del cielo mi procureranno la rugiada, se m’infliggerai ferite e percosse, lo Spirito Santo mi darà forza per disprezzare ogni tormento».

La rabbia impotente del governatore, a queste parole, esplose ancora più incontrollata e Agata subì ogni tormento. Le fu atrocemente strappata una mammella, il suo corpo fu sospeso, stirato, torturato fino a ridurla in fin di vita. Fu allora che la Santa ricevette in carcere la miracolosa apparizione di un giovinetto e di un anziano, San Pietro apostolo, che per mezzo di sacri unguenti la guarirono.

Agata, rinvigorita nel corpo e nello spirito, tornava pronta ad affrontare l’ultimo interrogatorio di Quinziano che, furente per l’ennesimo rifiuto all’abiura, fece preparare l’estremo atroce martirio del fuoco: un letto di carboni ardenti sul quale desiderava che la povera giovane spirasse. Ma nel momento del supplizio finale, un terremoto travolse il luogo di tortura, lasciando sotto le macerie i criminali giudici di Quinziano.

La povera Agata, infine, stremata dalle torture spirava in carcere, ma un evento miracoloso a consolazione dei suoi patimenti, la consacrò al cielo: accadde che, mentre alcuni fedeli stavano riponendone le giovani spoglie in un sarcofago, comparve un giovane vestito di bianco che le pose accanto una tavoletta di marmo su cui erano scolpite le lettere simbolo del suo martirio e della sua santità, M.S.S.H.D.E.P.L., ossia Mente santa, spontaneo onore a Dio e liberazione della Patria.

 


postmaster@oraziorusso.it
Copyright © 2001 Orazio Russo. Tutti i diritti riservati. Aggiornato il: 04-09-10 . Note legali